Pantalica, la montagna con 5.000 tombe
Cinquemila tombe scavate nella roccia, una accanto all’altra, sulle pareti di profonde gole. Non siamo in Egitto, ma in Sicilia, nel suggestivo sito archeologico di Pantalica.
Nell’entroterra siracusano, tra i canyon formati dai fiumi Anapo e Calcinara, si estende una delle più importanti necropoli preistoriche del Mediterraneo. Le sue tombe, ricavate direttamente nella pietra calcarea, risalgono soprattutto all’età del Bronzo e alla prima età del Ferro, tra il XIII e l’VIII secolo a.C.
Il numero impressiona soprattutto se confrontato con la celebre Valle dei Re, in Egitto. Pantalica conserva infatti circa 5.000 sepolture: oltre 80 volte le tombe finora individuate nella necropoli egizia, che ne conta circa 60.
Ma Pantalica racconta una storia molto diversa. Nella Valle dei Re furono sepolti soprattutto faraoni e personaggi dell’élite egizia; qui, invece, le migliaia di tombe testimoniano la presenza di una comunità che per secoli abitò questo territorio.
Il risultato è un paesaggio unico: intere pareti di roccia sono costellate di piccole aperture scavate dagli uomini. Un’enorme necropoli che, ancora oggi, permette di vedere quanto profondamente una civiltà antica abbia trasformato il proprio ambiente per custodire i suoi morti.
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
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